Gli Europei del 1968
In evidenza

18 Agosto 2018 Autore  

 

Roma, 10 Giugno del 1968, Stadio Olimpico. Gli spalti sono strapieni e si sta per disputare la finale dell’europeo tra i padroni di casa dell’Italia e la temibile Jugoslavia. 

Il popolo italiano sogna il suo primo trionfo europeo dopo i due precedenti mondiali conquistati nel 1934 e nel 1938. Il 1968 non è un anno qualunque, è un anno di cambiamenti in cui la gente si ribella e scende in piazza per cambiare la propria condizione economica, gli studenti protestano (famosi i moti degli studenti dell’Università La Sapienza di Roma) con alcuni addetti ai lavori del mondo del calcio che diranno che il calcio è una fonte di distrazione dai moti di rivoluzione.

Per le strade risuona “Pugni chiusi” de I Ribelli e l’Italia non parte da favorita ma è spinta da un Olimpico tutto schierato a favore suo e riuscirà nell’impresa di trionfare dinnanzi al suo pubblico.

Un’impresa nel vero senso della parola visto che in semifinale l’Italia aveva rischiato l’eliminazione a causa del sorteggio con la monetina. All'epoca ancora non c’era il sistema dei calci di rigore e visto lo 0-0 dei tempi regolamentari e supplementari contro la temibile URSS, lo stadio San Paolo il 5 Giugno tremava al fatto di vedere i propri pupilli uscire nel modo più brutto possibile. Ma pochi sapevano che il buon Giacinto Facchetti, compagno e rivale di Dino Zoff nel gioco delle carte, era molto fortunato. Zoff infatti ancora prima di vedere l’esito della monetina aveva capito che l’Italia sarebbe passata in finale. E così fu.

Il San Paolo era in festa così come tutta Italia e tre giorni dopo ci sarebbe stata la Jugoslavia, una squadra fortissima ma allo stesso tempo non vincente. Eppure sono gli jugoslavi a passare in vantaggio, fino a quando Domenghini su punizione ristabilisce la parità all’80esimo minuto con conseguente ripetizione della partita. Due giorni dopo l’Olimpico è ancora più in fermento e al 12esimo minuto il giovane Gigi Riva sigla il gol dell’1 a 0 che apre le porte del trionfo, sancito definitivamente da Pietro Anastasi al 31esimo.

L’Italia trionfa e il pubblico sugli spalti per festeggiare brucia i giornali quasi ad imitare l’effetto torcia dei moderni telefoni. Un tocco di nostalgia di un'Italia che non c'è più.

LASCIA UN TUO COMMENTO

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Chi siamo

Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo | Approfondimenti, statistiche, interviste, amarcord su tutto il calcio, italiano ed estero, e tutto lo sport! Ripartiamo in contropiede, dopo esserci chiusi e aver difeso, pronti ad andare in rete insieme a voi! Seguiteci per restare sempre aggiornati sul mondo dello sport!