Renato Casalbore non è morto, è inviato speciale
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04 Maggio 2019 Autore  

Domani i campioni partono per Lisbona. Partono a cuore leggero”. Termina così l’ultima cronaca su Tuttosport di Renato Casalbore, che del giornale sportivo è fondatore e direttore. Parlava del pareggio appena strappato dall’Inter al Grande Torino. Era il maggio 1949, lo scudetto, il quinto di fila, era ad un passo.

C’era anche lui sul maledetto aereo di Superga, insieme a Renato Tosatti, della Gazzetta del Popolo, e Luigi Cavallero, de La Nuova Stampa. Avrebbe dovuto esserci anche Nicolò Carosio, l’uomo della radiocronaca, ma per la cresima del figlio non potè partire. A Renato glielo dice nella hall dell’Hotel Touring, davanti ad un bicchiere di cognac, “che fa sempre bene, scalda i cuori”, secondo il fondatore di Tuttosport.

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La grande passione di Renato Casalbore: l'aviazione. Foto tratta da La Stampa Sportiva 1949

Salernitano, del 1891, si era formato alla scuola napoletana nata intorno a Scarfoglio. A Torino arrivò nel 1912, per lavorare prima come impiegato a La Stampa, poi per scrivere su la Stampa Sportiva, di Gustavo Verona, tra i primi lenzuoli tematici d’Italia, e successivamente per ricoprire il ruolo di segretario di redazione allo Sport del Popolo. Una grande passione per i motori, pioniere dell’aviazione, era sposato e aveva una bambina. Negli anni 40 abbandonò la Gazzetta del Popolo, lo chiamava la Resistenza. Divenne partigiano per la 5° Divisione Giustizia e Libertà “Val Pellice”, agli ordini di Riccardo Vanzetti prima e Paoluccio Favout poi.

 

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Fu nel dopoguerra che gli venne l’idea di fondare Tuttosport, dove non si limitava a dirigere, a organizzare. Ma continuava a scrivere, a mandare i suoi resoconti, a fare la cronaca di partite, gare, discese con lo stesso stile veloce e vivo. Ad affiancarlo, in questa nuova avventura che da settimanale diventa quotidiano, c’è Carlo Bergoglio, che Aldo Biscardi vorrebbe cugino di Papa Francesco.

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Un articolo di Renato Casalbore su La Stampa Sportiva

 

Renato Casalbore conquista tutti con quel suo fare distinto, signorile, garbato. Innamorato del Torino, che aveva gli stessi colori che sarebbero stati della sua Salernitana, amò anche la Juventus, di cui scrisse: “Nessuna società è tanto aderente alla sua squadra come la Juventus: probità, tenacia, scaltrezza, soprattutto serietà. Una società e non un luogo di ritrovo: ognuno per il suo conto, tutti per la 'Juventus'. I giocatori arrivarono alla 'Juventus' col bagaglio dei loro difetti e delle loro virtù: dopo due mesi sono livellati. La 'Juventus' che non fabbrica in serie gli atleti ne fa dei giocatori di serie”. Usava la penna nello stesso modo in cui salutava, con lo stesso rispetto. Scriveva di sport, motori e calcio, ma anche ciclismo, con la stessa brillantezza con cui beveva un cognac.

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La redazione de La Stampa Sportiva

E proprio dal cognac eravamo partiti. Quel bicchiere all’Hotel Touring insieme al collega Carosio e al capitano del Torino, Valentino Mazzola. Il centrocampista e attaccante granata non è al meglio, ha la febbre, ma decide di partire lo stesso. L’ha chiamato Francisco Ferreira, capitano del Benfica, l’amichevole era stata organizzata per lui.

Come Renato Casalbore, che sorseggia il cognac con il passaporto e il biglietto dell’aereo in tasca. Di lui non resta solo un piazzale nella sua Salerno, davanti allo Stadio Donato Vestuti, e un giornale. Di lui resta soprattutto un sogno: raccontare lo sport, raccontare il calcio. E quello non lo può spezzare nessuna tragedia.

Lamberto Rinaldi

Classe 1994, Roma, cantastorie calcistiche per ilCatenaccio, menestrello sulla rivista Il Nuovo e Stampa Critica o, per dirla in maniera più autorevole e un sacco fica, giornalista freelance. Un glorioso passato da spazzatore-falciatore per i campi della Terza Categoria viterbese, terminato anzitempo per ovvie incomprensioni con il sistema calcistico italiano. Una triennale in Lettere e una magistrale in Ingegneria Letteraria, nome artistico di Filologia Moderna, a La Sapienza di Roma. Conduce la trasmissione Super Santos sulle frequenze di Active Web Radio.
Andare, guardare, cercare di capire, raccontare. Letteratura e sport, calcio e As Roma. Ha fatto anche cose buone.
 
 
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