La storia del niño Renzo, da Paranà al Monumental grazie alla Filial River Plate Malaga
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21 Novembre 2018 Autore  

Tra Buenos Aires e Paranà, capoluogo della provincia argentina di Entre Rios, ci sono 455 km. Ci sono almeno sei ore di macchina o un sacco di soldi per il treno. I sogni però non se li fanno certi calcoli. Soprattutto i sogni di un bambino. Così Renzo, sei anni, tifoso del River Plate, si è messo in moto per realizzarlo: ha preso un tavolino e una sedia, li ha piazzati davanti alla porta di casa sua, ha preso un po' di suoi giocattoli e ha scritto un cartello "Vendo juguetes para poder ir al Monumental".

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Il Monumental, lo stadio del River, dove sabato prossimo andrà in scena il ritorno di finale di Copa Libertadores tra i biancorossi e il Boca Juniors. I rivali di una vita, i protagonisti del Superclasico che si contendono la coppa più importante del Sudamerica. Come se fosse un Roma Lazio in finale di Champions League.

La foto di Renzo, mentre beve un succo di frutta e indossa la maglietta della sua squadra, diventa virale, fa il giro del mondo. Arriva in Italia, in Inghilterra, in Russia. Arriva in Spagna, arriva a Malaga. Precisamente a Calle Estado, venti minuti dalla Cattedrale dell'Incarnazione e dal Museo di Picasso. Qui ha sede la Filial River Plate Malaga, il club cittadino dei tifosi dei Millionarios. Quando vedono la foto non hanno un momento di esitazione. "Ci siamo rivolti ai nostri associati per realizzare quel sogno. Grazie all'aiuto di diverse persone e ai membri della nostra Filial siamo riusciti ad entrare in contatto con la mamma di Renzo. Le abbiamo detto che avevano tutte le spese pagate, viaggio d'andata e ritorno, pasti, qualche regalo e ingresso al Monumental".

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Renzo andrà a Buenos Aires per vedere la partita contro il Gimnasia La Plata, visto che i biglietti per la finale contro il Boca erano finiti da tempo. Ma il sogno si è realizzato. "Noi della famiglia millonaria di Malaga crediamo che il River no es solo futbol, River es familia, amor y pasion, ed è per questo che non abbiamo esitato a portare avanti questa bellissima causa di solidarietà."

"Siamo stati tutti quanti bambini. E sognavamo giocattoli, libri, viaggi. Il sogno di Renzo era di conoscere il Monumental e vivere una partita dal vivo". L'altro sogno, anche dei meno piccoli, è sabato sera. Ma per scaramanzia è meglio non dire quale.

Lamberto Rinaldi

Classe 1994, Roma, cantastorie calcistiche per ilCatenaccio, menestrello sulla rivista Il Nuovo e Stampa Critica o, per dirla in maniera più autorevole e un sacco fica, giornalista freelance. Un glorioso passato da spazzatore-falciatore per i campi della Terza Categoria viterbese, terminato anzitempo per ovvie incomprensioni con il sistema calcistico italiano. Una triennale in Lettere e nel mirino una magistrale in Ingegneria Letteraria, nome artistico di Filologia Moderna, a La Sapienza di Roma. Conduce la trasmissione Super Santos sulle frequenze di Active Web Radio. Andare, guardare, cercare di capire, raccontare. Letteratura e sport, calcio e As Roma. Ha fatto anche cose buone.
 
 
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