Veterani adolescenti
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07 Ottobre 2018 Autore  

Oramai quasi due anni fa, il 22 dicembre 2016 il Genoa ha fatto esordire in Serie A il giovane attaccante Pietro Pellegri, che al tempo aveva 15 anni e 280 giorni, esattamente gli stessi anni che aveva Amedeo Amadei quando nel 1936 esordì in Serie A. Pellegri ha quindi eguagliato il suo record di giocatore più giovane a giocare nel massimo campionato italiano.

Se in Italia 15 anni sono un record, in Sud America c'è un calciatore che a quell'età si poteva già definire un veterano del calcio boliviano.Il suo nome è Mauricio Baldivieso e detiene il record come calciatore più giovane ad aver esordito in un campionato professionistico.

Era il 19 luglio del 2009 e a soli 3 giorni dal suo tredicesimo compleanno (12 anni e 362 giorni), Mauricio entrò negli ultimi 10 minuti dell'incontro valido per la prima giornata del campionato boliviano di Clausura 2009 tra l'Aurora, la sua squadra, e il La Paz Futbol Club.

Il suo esordio fu così prematuro che appena entrato in campo subì un duro tackle da parte di un avversario che lo costrinse ad uscire in lacrime e rimanere fuori per 5 minuti prima di poter rientrare. Una situazione del genere era anche abbastanza prevedibile, visto che il suo fisico non era di certo paragonabile a quello degli altri calciatori in campo, adulti rispetto a lui che era ancora un bambino.

L'allenatore che lo mandò in campo probabilmente aveva visto delle potenzialità enormi in quel ragazzino e come non potrebbe essere altrimenti visto che era Julio César Baldivieso, niente meno che suo padre, il quale dopo la partita ha commentato così l'esordio del figlio: “Sono orgoglioso di lui, ha tantissimo talento”.

Questo slancio di amore paterno però non è piaciuto molto alla società che dopo l'accaduto esonerò l'allenatore e dopo poco tempo anche il giovane Mauricio rescisse il contratto. Julio César Baldivieso, che non è un nome qualsiasi in Bolivia, vanta ben 85 presenze in nazionale e nel 2015-2016 ne è stato anche commissario tecnico, periodo durante il quale è riuscito a resistere alla tentazione di convocare suo figlio, dopo l'esonero non si è mostrato pentito anzi ha dichiarato:

Non avevo alternative, dovevo scegliere tra mio figlio e il club. Ho scelto mio figlio e l'Aurora mi ha cacciato”.

Le aspettative del padre però non sono state del tutto rispettate, oggi, a 22 anni, dopo 69 presenze in varie squadre boliviane, ma con soli 5 gol segnati, pochissimi per essere un attaccante, e una presenza nel Mondiale Under-20 del 2015, il più giovane esordiente di sempre si ritrova svincolato e nonostante possa dire di avere una carriera di tutto rispetto per la sua età non è di certo la carriera sfavillante che aveva immaginato il padre.

La scelta di Julio Cesar in fin dei conti non si è dimostrata molto lungimirante e nemmeno corretta da un punto di vista professionale ma quanti padri rischierebbero così il proprio posto di lavoro pur di accontentare il figlio?

Gianluca Di Mario

Nato nel 1994 sotto il segno dell'aquila, e non poteva essere altrimenti vivendo nel paese di Alessandro
Nesta. Ha fatto appena in tempo a vedere l'epopea Cragnotti, prima di innamorarsi dei colori biancocelesti
nei primi anni lotitiani, quelli dei 9 in un giorno e di Paolo Di Canio. Scrive di calcio e dintorni per
passione su ilCatenaccio.it grazie. Per gli amici, un soprannome straordinario, no che dico straorDiMario.

 

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