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10 Dicembre 2018 Autore  

Insomma non eri te Eusè. Non eri te quello giusto. Ci siamo presi pause di riflessioni che sembravano secoli, fiducie a tempo, per vedere se le cose, quasi per magia, si sarebbero risolte da sole, momenti da separati in casa. Eppure avevo pensato fossi quello giusto, magari non da sposare, ma da stare insieme il più tempo possibile. Mi piacevi anche se non piacevi a tutti, anzi, forse per questo mi piaci di più. Oggi te ne vai, come fanno tutti, prendi le tue cose, il tuo 4-3-3, il tuo calcio le tue verticalizzazioni, gli esterni di piede invertito, l'azione che parte dal basso. E saluti. Avanti un altro. Ma non è questo il problema.

Once upon a time I was falling in love, but now I’m only falling apart.

Te lo ricordi il Boemo? Te lo ricordi sì, dicevano che eri zemaniano, anche se quest'anno il tuo miglior marcatore è un terzino sinistro. Beh pure col Boemo ho preso una tranvata. Una di quelle cotte assurde, che durano un attimo ma te ti vedi già in abito da sposo, magari è solo una botta e via ma te ci stai sotto. Zemanlandia, lo spettacolo al potere, 4-3-3 sbrocco pe te, all'attacco vai / in difesa mai / non ti fermerai. Fu il Cagliari, come poteva essere per te ma non è stato, ancora una volta segnò Sau. C'erano Goicoechea e Piris, Dodò e Tachtsidis. Sembra passato un secolo. Perché ora ci sono Nzonzi, Kluivert e Schick, campioni del Mondo e campioni del futuro. Ma il presente è uguale al passato. Il sogno non s'avvera quasi mai.

Te lo ricordi il francese? Per dieci giornate consecutive a pensare che fosse veramente quello giusto. La chiesa al centro del villaggio, gli uomini Rudi, i gol solo nel secondo tempo. Del pelato neanche te lo dico, perché già sai tutto.

Punto di non ritorno, partita assurda, giocatori inadatti, allenatore da cacciare, squadra in ritiro. Così, a ripetizione, un'anaciclosi giallorossa, un eterno ritorno romanista. In loop. Roma Cagliari, il 26 maggio, Lo Spezia in Coppa Italia. Ora in mezzo c'è da aggiungere un derby perso senza un briciolo di dignità, un nuovo 7 a 1 ma stavolta in Coppa Italia e contro la Fiorentina. C'è da aggiungere una squadra svuotata, un cuore scavato, privo. E domani saranno rifondazioni estive, giovani promettenti, uomini duri, nuovi amori. Mi ricordo che quando sei arrivato a Roma mi scrissero "Sarà il vostro Conte". E sotto sotto c'ho creduto, sotto sotto c'ho sperato.

È più facile lasciarsi che continuare insieme. È più facile mandare via a te che undici calciatori, se non di più. E già lo so come andrà a finire. Come quando arriva il messaggio dell’ex che ti scrive “come stai?”. Te ci ricaschi. E se sull’anteprima di whatsapp leggessi Vincenzino, non saprei come prenderla. Ci ricascherei, lo so, l’Aeroplanino, i derby e tutto quello che vuoi. Figurati ora che mi ha fatto uno squillo Claudio, io già sono pronto a ricrederci. Ci ritroveremo a parlare come niente fosse, il fumo della pipa, Testaccio, la Sampdoria. Sarà come se non ci fossimo mai lasciati, ci guarderemo in faccia e tutto sarà come prima. Ma, come sempre, non sarà per sempre. Sarà fino a giugno, bene che va. 

E chissà, magari a Boston capiranno, magari nella testa spagnola qualcosa scatterà prima di lasciare Roma per sempre. And I need you now tonight, and I need you more than ever. Non ho bisogno di portoghesi bianconeri o di francesi fermi da due anni, le scappatelle estere non mi hanno mai attratto e con la Francia mi sono già scottato. La soluzione a tutto porta lo stesso cognome del Presidente del Consiglio, sta in causa con una squadra mezza biancoazzurra e, soprattutto odia la Juventus. Forever's gonna start tonight.

Lamberto Rinaldi

Classe 1994, Roma, cantastorie calcistiche per ilCatenaccio, menestrello sulla rivista Il Nuovo e Stampa Critica o, per dirla in maniera più autorevole e un sacco fica, giornalista freelance. Un glorioso passato da spazzatore-falciatore per i campi della Terza Categoria viterbese, terminato anzitempo per ovvie incomprensioni con il sistema calcistico italiano. Una triennale in Lettere e una magistrale in Ingegneria Letteraria, nome artistico di Filologia Moderna, a La Sapienza di Roma. Conduce la trasmissione Super Santos sulle frequenze di Active Web Radio.
Andare, guardare, cercare di capire, raccontare. Letteratura e sport, calcio e As Roma. Ha fatto anche cose buone.
 
 
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