Inter Skriniar, un destino da capitano
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20 Aprile 2019 Autore  

Il 7 luglio 2017 veniva acquistato dall’Inter Milan Skriniar. Non facendosi spaventare dal nome, Walter Sabatini, aveva messo le mani su di un giocatore che con la Sampdoria, sinceramente, non era propriamente esploso. Giocava spesso, quello sì, ma si balzava agli occhi sopratutto per gli errori, come quello contro il Milan. Nello scetticismo generale l’operazione passò come un modo per fare plusvalenza con Gianluca Caprari, valutato dal club di Ferrero ben 15 milioni di euro, e come un aggiunta in panchina in vista dell’acquisto di un top nel ruolo.

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Quell’estate, i tifosi interisti erano molto ottimisti e tutti si aspettavano un mercato scoppiettante. La squadra in teoria doveva essere uscita dai vincoli del settlement agreement, e Walter Sabatini doveva avere carta bianca per migliorare la rosa appena affidata a Luciano Spalletti. Tra un proclamo e l’altro, i giocatori, però, non venivano comprati. “Ci sono giocatori che, arrogantemente, controlliamo e vogliamo”. Era questo il tenore delle interviste che rilasciavano i direttori dell’Inter. “Da luglio ci divertiamo” giuravano di aver sentito, gli inviati di Sky, nei corridoi del centro sportivo della pinetina. Luglio arrivò, e portò con se l’acquisto di Milan Skriniar.

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Il centrale slovacco, nato l’11 febbraio del 1995, è cresciuto nelle giovanili dello Ziar nad Hronom per poi passare in quelle dello Zilina. È proprio nella squadra giallo verde che fa il suo esordio, ancora minorenne, nel calcio dei grandi. Sempre con quella maglia fa il suo debutto anche in Europa League e nella stagione 2014-2015 si consacra come pilastro della squadra segnando addirittura 6 reti. La Sampdoria lo monitora e decide di puntarci. Il 29 gennaio 2016 passa nella squadra blucerchiata e, il 24 aprile 2016, esordisce subentrando a Dodò, la meteora in prestito dall’Inter. Nella Sampdoria, come detto, non esplode. Si intravedono qualità in lui, ma le prestazioni spesso sono deludenti. Sabatini, però, è uno che di difensori ci capisce (ricordate Marquinhos, Benatia, Manolas ecc.?) e percepisce che quel difensore, imponente, poteva diventare qualcuno nella sua nuova Inter.

Arrivato a Milano si distingue subito per un ottimo precampionato. Quando i tifosi capiscono che non arriverà mai un top nel ruolo, ma neanche negli altri, cominciano a vedere a Skriniar come ad un possibile titolare. La prima partita, con la Fiorentina a San Siro, non fa che confermare le belle sensazioni che aveva lasciato l’estate. E Milan il campo, nella stagione 2017-2018, non lo lascia mai. Giocherà tutte le partite dall’inizio alla fine, segnando 4 gol, convincendo tutti: tifosi, allenatore e società. La seconda stagione, quella attuale, continua sulla falsariga della prima. Sempre più idolo dei tifosi, Skriniar ed il suo agente spingono anche per un rinnovo che certifichi la sua importanza nel progetto dell’Inter.

 

Visti i problemi avuti con l’ex capitano, Mauro Icardi, ed il suo agente per il rinnovo del contratto, si pensava di poter incorrere in difficoltà anche nel rinnovare con il centrale slovacco. E qualche problema in effetti si stava palesando. Nonostante le parole del difensore, il rinnovo tardava ad arrivare. Con uno stipendio da 1.7 milioni di euro all’anno, per intenderci Ranocchia ne guadagna 2.4, l’agente puntava ad ottenere sui 5 milioni con il nuovo contratto, forte di molte offerte ricevute negli ultimi tempi.

Com’è finita? Che quando l’agente spingeva per arrivare allo scontro con la società, Skriniar ha messo da parte l’agente e si è presentato in sede da solo per discutere direttamente del contratto e ha raggiunto un accordo per 3.5 milioni annui a salire, con scadenza che passa dal 2022 al 2023. Un gesto del tutto inaspettato nel calcio di oggi, che dimostra un attaccamento alla maglia reale e molto forte. I tifosi hanno apprezzato moltissimo e richiedono a gran voce che gli sia data la fascia di capitano dell’Inter. “Non è molto importante chi indossa la fascia di capitano, non ti porta a cambiare il modo di giocare” queste le parole dello slovacco, che qualche argentino in rosa dovrebbe ascoltare attentamente. È vero che la fascia magari non è fondamentale, ma sei destinato ad indossarla, Inter Skriniar!

Francesco Di Rosa

Da quando è piccolo si barcamena tra la passione per i videogiochi e la passione, smodata, per il calcio. Capisce di essere affetto dalla malattia Inter fin dalla prima, sofferta, partita guardata. Ha fatto cronache e seguito il calcio regionale, quello più vero insomma. Ora scrive per le sue due passioni, se ne scusa.
 
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