La rinascita nerazzurra
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07 Settembre 2019 Autore  

L’estate 2019 per Suning doveva essere la prova del 9 per dimostrare al popolo interista di voler puntare a qualcosa di importante, e così è stato. Steven Zhang si è voluto affidare al dirigente che ha reso di nuovo grande la Juventus, Giuseppe Marotta, e gli ha lasciato carta bianca. I tifosi, che negli ultimi anni hanno sentito nominare più il “FPF” ed il “Settlement Agreement” che il nome di nuovi giocatori, si aspettavano una svolta decisa sul mercato e le premesse, a partire dall’annuncio del nuovo amministratore delegato avvenuto il 13 dicembre 2018, erano positive.

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Giuseppe Marotta è entrato nel mondo Inter come entrerebbe un elefante in una gioielleria: pronti-via e subito Nainggolan viene sospeso per due partite in seguito a dei ritardi in allenamento (e a discutibili audio mandati su Whatsapp, ma questo la società non lo confermerà mai). Passano esattamente 2 mesi e arriva la bomba delle bombe, su Twitter il 13 febbraio viene annunciato che “Il nuovo capitano della squadra è Samir Handanovic”. La decisione arriva come un fulmine a ciel sereno ma è l’inizio della rivoluzione che Marotta aveva in mente, con un leit motiv abbastanza evidente: via i problemi e benvenuta serenità.

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Una rivoluzione, si sa, non è mai silenziosa, e infatti l’Inter conclude in modo travagliato la stagione, strappando il pass per la Champions League nei minuti finali dell’ultima partita contro l’Empoli, con Luciano Spalletti che vedeva chiaramente l’ombra del suo successore: Antonio Conte. Se il nome di Marotta non bastava ai tifosi nerazzurri per stare tranquilli sulle intenzioni della società, l’annuncio del tecnico leccese ha convinto quasi tutti della bontà del progetto di Suning. L’annuncio di Conte arriva alle 6.00 di mattina del 31 maggio, e gli interisti dovranno abituarsi a questo orario perché nel corso dell’estate saranno tanti gli annunci fatti all’alba, per strizzare gli occhi al mercato asiatico.

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Conte e Marotta hanno le idee chiare su come sistemare l’Inter, e la prima cosa che fanno è dichiarare fuori dal progetto sia l’acquisto principe della precedente stagione, Radja Nainggolan, sia l’ex capitano, Mauro Icardi. Giugno sarà un mese di transizione, ma verranno poste le basi per costruire la nuova rosa, vengono infatti completati gli acquisti di Valentino Lazaro, Stefano Sensi e Nicolo Barella, oltre al 2002 Lucien Agoume (del quale sentiremo parlare molto in futuro). Il primo luglio alle 6.00 arriva l’ufficializzazione dell’acquisto di Diego Godin, e si apre il mese più duro dell’estate nerazzurra. Marotta, infatti, incontra i primi reali problemi: Nainggolan non porta soldi ma viene ceduto semplicemente in prestito e Icardi sembra intenzionato allo scontro e non vuole muoversi da Milano.

La difficoltà nel cedere porta al rallentamento dell’operazione considerata più importante da Antonio Conte, l’acquisto di Romelu Lukaku. Il giocatore belga è da sempre un pallino del tecnico, e a sua volta freme dalla voglia di trasferirsi all’Inter. Si intromette la Juve, e gli interisti temono di non vedere mai la punta in nerazzurro, ma l’8 agosto Lukaku è un nuovo giocatore della beneamata. Marotta strappa il pagamento quinquennale dei 65 milioni richiesti dal Manchester United e consegna il gigante a Conte. Sfuma però l’altro obiettivo per l’attacco, Edin Dzeko, ma l’Inter ha pronto un piano B di tutto rispetto, il cileno Alexis Sanchez. Arriverà anche Biraghi a completare la rosa, con Dalbert spedito a Firenze.

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L’ultimo scoglio del mercato è rappresentato proprio da Icardi, che non vuole muoversi e addirittura arriva a fare causa alla società. Con un colpo di coda finale, Marotta riesce a piazzare l’ex capitano al Psg, in prestito con diritto di riscatto per 70 milioni, e a completare un mercato difficile ma nel quale l’Inter è riuscita a fare tutto quello che aveva in mente. La vera novità, infatti, è che dal mercato per la prima volta in tanti anni sono arrivate le prime scelte e non i ripieghi. Lukaku era obbiettivo dichiarato, ed è stato preso (tra mille difficoltà, ma conta soltanto il risultato finale). I problemi sono stati allontanati, e tra questi inseriamo anche Ivan Perisic che, anche se non era stato messo fuori dal progetto, ha avuto diversi mal di pancia nel corso della sua esperienza meneghina.

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Ora la parola spetta al campo, e Antonio Conte non vede l’ora di dimostrare con i fatti di essere il migliore sulla piazza. Comunque vada la stagione, è chiaro che Suning non bluffa: ha investito molto in questi 3 anni, ha rimesso in ordine i conti e ha puntato su dirigente e allenatore top. Dopo anni duri, i tifosi nerazzurri possono rivedere la luce e stare tranquilli: l’Inter vuole rinascere e questa estate ha posto le basi per farlo.

 

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Francesco Di Rosa

Da quando è piccolo si barcamena tra la passione per i videogiochi e la passione, smodata, per il calcio. Capisce di essere affetto dalla malattia Inter fin dalla prima, sofferta, partita guardata. Ha fatto cronache e seguito il calcio regionale, quello più vero insomma. Ora scrive per le sue due passioni, se ne scusa.
 
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