Bagarre scudetto, arriva la Lazio
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21 Dicembre 2019 Autore  

Il campionato regala sorprese e dimostra di essere vivo in modo inaspettato. Dapprima la Juve schianta la modesta Udinese 3 a 1 grazie alla doppietta del Ronaldo dei tempi belli e al gol di Bonucci, chiudendo la gara già alla fine del primo tempo, mentre l’Inter urla a Firenze tra la disperazione di Conte e gli abbracci di sollievo tra Montella e Vlahovic, autore all’ultimo istante di un 1 a 1 imprevisto ed emozionante.

Dopodiché la Juve inaugura la 17esima giornata di serie A, vincendo 1 a 2 in casa della Sampdoria con un Dybala smagliante capace di realizzare una rete spettacolare con un sinistro al volo su assist millimetrico di Alex Sandro e con raddoppio di CR7, raggiunto da un cross telecomandato del già citato terzino brasiliano in vena di prodezze in questa serata magica. A proposito di prodezze. Proprio parlando di questo secondo gol. Fa notizia in tutto il mondo la sopraelevazione del 5 volte pallone d’oro portoghese fino a colpire di testa un pallone bestiale all’altezza di 2 metri e 56 centimetri tanto da costringere le compagnie aeree ad allarmare le autorità competenti per invasione dei cieli da parte di un UFO dall’ingaggio mica male.

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La Lazio ha finalmente trovato il suo vice Immobile: Caicedo

Il campionato si infiamma e i bianconeri si portano provvisoriamente, con una gara giocata in più, a +3 sull’Inter e a +6 sulla Lazio. Si, sulla Lazio. Eppure non siamo in piena era Cragnotti tra la fine degli anni 90 e gli inizi degli anni 2000. Nonostante ciò, i biancocelesti non sono esclusivamente terzi da soli con prenotazione di un posto Champions, ma anche in lizza per il titolo. Lo prova la straordinaria mentalità dimostrata nella partita disputata contro il Cagliari finita 1 a 2 con gol di Luis Alberto al 92esimo e di Caicedo al 97esimo minuto alla Sardegna Arena contro una ostica concorrente per accedere alla competizione europea più prestigiosa. Un finale thrilling, un match infuocato pieno di emozioni.  Il Cagliari ha corso per tutta la gara dispiegando la forza del suo ventaglio di centrocampisti e attaccanti caricati a molla e dotati di una tecnica mostruosa quali Cigarini, Nainggolan, Nandez, Joao Pedro e Ionita per non parlare di un buon Simeone particolarmente irrefrenabile.

Ma la Lazio ha mostrato qualcosa in più, qualcosa di diverso. Il secondo tempo è stato frutto di una grinta incredibile con una prestazione comunque più sofferente del solito visto l’equilibrio esistente tra le 2 squadre. Tuttavia, nonostante un Immobile e un Correa non al top almeno in questa gara ovviamente, l’equilibrio fornito da Acerbi nelle retrovie, le corse di Lazzari sulla destra, la solidità di Milinkovic nel mezzo, la fantasia di Luis Alberto, di solito superbo dispensatore di assist (ne ha realizzati 11 in questa stagione), invece autore contro i rossoblù di un gol memorabile nel finale, per non parlare soprattutto dell’impatto devastante di Caicedo nell’ultimo quarto d’ora del match con una rete siglata ancora nel recupero che lo lascerà negli annali di questa stagione hanno ribaltato le sorti di questo scontro epico, regalando alla Lazio l’ottava vittoria di fila in serie A e la visione celeste della paradisiaca zona scudetto.

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Luis Alberto è il fantasista di questa Lazio

La Lazio con una spallata si è portata a ridosso di Inter e Juve. Cosa a quanto pare ignota ai media occupati a focalizzarsi sulle dichiarazioni di Conte piene di lirico pathos nonché leggermente inquietanti (sempre che le faccia non annullando le conferenze stampa; difatti anche il suo silenzio viene approfondito da giornali e TV. Una specie di novello Celentano. Scusaci, Adriano per il paragone). Inzaghi è sembrato finalmente dare un’impostazione volta a mantenere la concentrazione nei momenti clou. Come contro la Juve battuta all’Olimpico per 3 a 1 dopo 16 anni di digiuno in campionato nelle gare giocate contro i bianconeri o come contro il Milan sconfitto a San Siro per 1 a 2 con i rossoneri che erano rimasti imbattuti in serie A da avversari dei biancocelesti dal 1989. Seppur tenuto conto che il Diavolo ormai è condannato a rimanere non a caso in un ambiente infernale, la distruzione di 2 record negativi di carattere ancestrale e dalle origini decisamente perse nel tempo e nella memoria vuol dire aver fatto uno step formidabile in avanti per quanto concerne lo starci con la testa nelle occasioni importanti. Almeno in campionato.

Intanto l’Europa League qualcuno l’ha dimenticata a casa, sacrificata all’altare con certezza per sogni di gloria luminosi, ma solo possibili.  

 

di Federico Cavallari

Redazione

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