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Atalantaland

Negli anni 90 il Foggia di Zeman era chiamato dai tifosi "Zemanlandia" visto il calcio offensivo e spumeggiante di quel Foggia sforna talenti come Giuseppe Signori, un bomber che ancora oggi nonostante abbia smesso da un pò di giocare è tra i migliori realizzatori della storia del campionato italiano.

Oggi Zemanlandia è solo un qualcosa di nostalgico per gli amanti del calcio offensivo ma invece c'è una realtà che ormai da anni è una certezza e che ogni anno non smette di sorprendere: è l'Atalanta.La società bergamasca puntualmente sforna e fa crescere i migliori talenti che frutteranno diverse importanti plusvalenze economiche. Il segreto dell'Atalanta è nelle sue strutture ben organizzate (cosa in Italia molto rara) e c'è un settore giovanile di livello, infatti la squadra primavera spesso è protagonista nel campionato di calcio dedicato alle squadre primavera ma il percorso inizia da piccoli.

I giovani campioni affrontano dure prove prima di entrare in squadra e solo i migliori vengono selezionati e una volta passato il provino possono vedere da vicino i loro idoli che ammiravano prima da casa e stare in contatto con loro. Infatti il centro sportivo di Zingonia offre grandi spazi e tanti campi di allenamento in cui i piccoli calciatori e quelli della prima squadra si allenano vicinissimi. I primi risultati degli investimenti sulla struttura di Zingonia e sul vivaio si vedono tra fine anni 90 e inizi anni 2000; si ricordano i gemelli Zenoni,Pazzini, Montolivo che hanno avuto l'onore di giocare anche in Nazionale e questo è motivo d'orgoglio per la società bergamasca. Oggi l'Atalanta come quell'Atalanta di fine anni 90 è di nuovo protagonista e non è più una sorpresa; guidata da Gasperini negli ultimi anni ha valorizzato giocatori come Caldara, Conti e Cristante che saranno i prossimi perni dell'Italia. Infatti Conti è stato acquistato dal Milan la scorsa stagione e dopo lo sfortunato infortunio al legamento crociato vuole tornare ad essere protagonista; Caldara invece è sbarcato da poche settimane a Torino sponda Juve e nonostante ci sono voci di mercato che lo vogliono vicino al Milan nell’affare Bonucci dovrebbe restare con i bianconeri con il recente placet di mister Max Allegri; Cristante invece è andato da poco a Roma sponda giallorossa e dimostrerà di poter sostituire il ninja Nainggolan che si è trasferito nell’Inter di Luciano Spalletti.

Nonostante questi giovani forti e di prospettiva che hanno lasciato Bergamo la giostra Atalantaland non si ferma qui e già ieri sera durante l’andata del preliminare di Europa Leaugue contro il Sarajevo hanno giocato dal primo minuto sia Mancini giovane difensore che Barrow, attaccante classe 1998 e sicuramente durante la stagione mister Gasperini oltre ai due sopracitati farà giocare ed esplodere qualche altro giovane diamante.

Voce del verbo credere

Era il giugno 2016 quando l'Atalanta presentava in conferenza stampa Gian Piero Gasperini come allenatore. Le sue parole furono subito chiare e semplici: "Credo che l'obiettivo sia giustamente la salvezza, poi c’è modo e modo di ottenerla". E magari il modo già ce l'aveva in testa. Ma il Gasperini che arriva a Bergamo è un allenatore che ha qualche sassolino nella scarpa da togliersi. L'Europa raggiunta e non concessa dalla Uefa con il Genoa, l'esonero e le dimissioni nell'anno di Palermo, il licenziamento dall'Inter e il triste record di unico allenatore nerazzurro a non aver mai vinto una partita ufficiale.

Arriva a Bergamo con voglia e chiarezza, semplicità e idee. Quando però si inizia a fare sul serio arrivano le prime sconfitte. 4-3 contro la Lazio alla prima di campionato, poi vittoria col Torino, e poi sconfitte a raffica contro Sampdoria, Cagliari e Palermo. Il giorno dopo la sconfitta con i siciliani, Percassi e la dirigenza si riuniscono per decidere sulla fiducia al tecnico. Inizia la prima girandola di nomi, sondaggi, proposte. Ma la linea guida è semplice: "Proviamoci". Anzi, crediamoci.

Da lì la svolta. Arriva un 1-3 sul campo del Crotone, la vittoria corsara in casa con il Napoli, un pareggio a Firenze e un 2-1 contro l'Inter. È l'Atalanta di Gagliardini, Kessiè, Conti e Gomez e chiuderà il girone d'andata al sesto posto. "Mi sembra esagerato pensare alla Champions - dice Gasperini - riguarda Juve, Napoli, Roma e forse Inter. E' chiaro che la vittoria contro il Napoli ci permette di avere delle speranze più concrete per l'Europa. Adesso siamo autorizzati a crederci".

Ci credono lui, i giocatori, i tifosi. Perchè si, la strada è lunga e in mezzo c'è anche un 7-1 contro l'Inter che avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Ma ci sono anche un 5-0 nel derby della Lanterna e un 2-2 contro la Juventus. "L'Atalanta come il Leicester? Non credo, in Italia è molto difficile. Siamo molto felici e orgogliosi per quanto abbiamo fatto finora, ma non vogliamo caricarci di altre responsabilità".

Quarto posto in campionato, Europa in tasca. Ma l'oro che porta Gasperini è soprattutto quelle delle plusvalenze. I giocatori che ha plasmato, che ha fatto esordire, che ha modellato per il suo gioco vengono ceduti: Kessie e Conti per oltre 50mln al Milan, Gagliardini all'Inter per 22 e Caldara, ancora oggi a Bergamo, già venduto alla Juventus per 15+4 di bonus. "Credo di aver realizzato un desiderio di Percassi, che sognava di ripercorrere il cosiddetto ‘modello Bilbao’, che prima di noi, in Italia, non c’era: l’Atalanta ha sempre sfornato grandi talenti, ma non ha mai impostato la prima squadra sulla crescita di questi. Ho paura che il sistema cambi, che la Dea diventi un club normale. Non sarebbe più la mia Atalanta né l’Atalanta di Percassi". Giovani e vivaio, Gasperini li conosce bene. Il padre Giuseppe, torinese di Grugliasco, operaio e poi impiegato per la Fiat, lo porta a fare un provino con i bianconeri a 9 anni. La trafila in primavera, poi solo una partita con in i grandi in Coppa Italia. “La vera forza del nostro vivaio non è solo nel numero di ragazzi in gamba, ma nel fatto che gente come Caldara, Grassi, Sportiello gioca insieme da più di dieci anni. Kessiè è cresciuto qui, Petagna arriva dal Milan e Spinazzola dalla Juventus, ma lo zoccolo duro è tutto bergamasco. Percassi, il presidente, ha giocato con questa maglia ed è bergamasco. Credo che sia più facile così, quasi naturale, allestire un buon vivaio, trasmettere il senso di appartenenza”.

Troppe cessioni però, troppo importanti quei giocatori. E poi arrivano i sorteggi dell'Europa League: Atalanta con Everton, Lione e Apollon. Troppo più forti, troppo più esperte. "Affrontiamo con fiducia e rispetto questa competizione - Gasperini è sempre calmo, semplice - Noi non abbiamo un nome così importante, ma la stagione sul campo ha detto cose vere. Abbiamo entusiasmo, dietro di noi, e una competizione su cui puntiamo molto. [...] Probabilmente i tifosi che hanno vissuto quel periodo possono fare meglio di me quei raffronti. 26 anni sono tanti, sono cambiate squadre e regole, però credo che alla fine il comune denominatore è l'entusiasmo che ci circonda".

Il resto della storia la sapete. Girone vinto, -3 dall'Europa in campionato e ora anche Napoli sbattuto fuori dalla Coppa Italia. Invece di Gagliardini c'è Cristante, al posto di Kessiè è tornato De Roon. A crederci c'è sempre Gasperini. E di certo non è solo.

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