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Veterani adolescenti

Oramai quasi due anni fa, il 22 dicembre 2016 il Genoa ha fatto esordire in Serie A il giovane attaccante Pietro Pellegri, che al tempo aveva 15 anni e 280 giorni, esattamente gli stessi anni che aveva Amedeo Amadei quando nel 1936 esordì in Serie A. Pellegri ha quindi eguagliato il suo record di giocatore più giovane a giocare nel massimo campionato italiano.

Se in Italia 15 anni sono un record, in Sud America c'è un calciatore che a quell'età si poteva già definire un veterano del calcio boliviano.Il suo nome è Mauricio Baldivieso e detiene il record come calciatore più giovane ad aver esordito in un campionato professionistico.

Era il 19 luglio del 2009 e a soli 3 giorni dal suo tredicesimo compleanno (12 anni e 362 giorni), Mauricio entrò negli ultimi 10 minuti dell'incontro valido per la prima giornata del campionato boliviano di Clausura 2009 tra l'Aurora, la sua squadra, e il La Paz Futbol Club.

Il suo esordio fu così prematuro che appena entrato in campo subì un duro tackle da parte di un avversario che lo costrinse ad uscire in lacrime e rimanere fuori per 5 minuti prima di poter rientrare. Una situazione del genere era anche abbastanza prevedibile, visto che il suo fisico non era di certo paragonabile a quello degli altri calciatori in campo, adulti rispetto a lui che era ancora un bambino.

L'allenatore che lo mandò in campo probabilmente aveva visto delle potenzialità enormi in quel ragazzino e come non potrebbe essere altrimenti visto che era Julio César Baldivieso, niente meno che suo padre, il quale dopo la partita ha commentato così l'esordio del figlio: “Sono orgoglioso di lui, ha tantissimo talento”.

Questo slancio di amore paterno però non è piaciuto molto alla società che dopo l'accaduto esonerò l'allenatore e dopo poco tempo anche il giovane Mauricio rescisse il contratto. Julio César Baldivieso, che non è un nome qualsiasi in Bolivia, vanta ben 85 presenze in nazionale e nel 2015-2016 ne è stato anche commissario tecnico, periodo durante il quale è riuscito a resistere alla tentazione di convocare suo figlio, dopo l'esonero non si è mostrato pentito anzi ha dichiarato:

Non avevo alternative, dovevo scegliere tra mio figlio e il club. Ho scelto mio figlio e l'Aurora mi ha cacciato”.

Le aspettative del padre però non sono state del tutto rispettate, oggi, a 22 anni, dopo 69 presenze in varie squadre boliviane, ma con soli 5 gol segnati, pochissimi per essere un attaccante, e una presenza nel Mondiale Under-20 del 2015, il più giovane esordiente di sempre si ritrova svincolato e nonostante possa dire di avere una carriera di tutto rispetto per la sua età non è di certo la carriera sfavillante che aveva immaginato il padre.

La scelta di Julio Cesar in fin dei conti non si è dimostrata molto lungimirante e nemmeno corretta da un punto di vista professionale ma quanti padri rischierebbero così il proprio posto di lavoro pur di accontentare il figlio?

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