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Davide Frattesi, l'azzurro che sogna Strootman

A guardarlo esultare, anche Davide Frattesi sembra non credere al gol che ha appena fatto. Un cross al bacio, dalla trequarti, di Bellanova, un colpo di testa, lui che non è di certo uno spilungone, la palla sotto all’incrocio dei pali. È il definitivo 4 a 2 con cui l’Italia Under20 di mister Nicolato manda a casa il Mali e si prenota per le semifinali mondiali contro l’Ucraina, in programma oggi alle 17.30.

Un sali e scendi di emozioni, una montagna russa di reti e rimonte: prima l’autogol di Kone, poi il cartellino rosso per un’entrata criminale di Diakite su Pellegrini. Quindi il pareggio africano, la doppietta di Pinamonti con in mezzo l’ennesimo agguanto di Camara. Infine, il gol di Davide Frattesi. Quello della tranquillità, della certezza.

Il gol di Frattesi, nel 4 a 2 contro il Mali

È il secondo in questo Mondiale U20, una spedizione in terra polacca che, guarda caso, gli azzurri avevano aperto ancora con un suo gol. Contro il Messico, su sponda di Scamacca. Stavolta è un sinistro letale a fulminare il portiere Higuera, ma entrambe le reti ci fanno capire qualcosa di questo straordinario prospetto del centrocampo azzurro.

Romano, classe 1999, si forma prima nella Lazio e poi, seguendo le orme di Alessandro Piscitelli, Danilo Barbarossa e ancora prima Stefano Ciavattini e Luca Costanzo, approda alla Roma. Era finito in lista svincolo, era un’occasione da non perdere per quel cacciatore di talenti che è Bruno Conti. A Trigoria si fa tutta la trafila delle giovanili, con due passaggi chiave. Il primo sotto Alessandro Toti, nella formazione degli Under 17. Qui trova continuità e consapevolezza dei propri mezzi, gioca tanto (22 presenze) e segna tantissimo per un centrocampista (doppia cifra, 10 reti, tra campionato e fasi finali). Il secondo passaggio è quello tra le mani di Alberto De Rossi, il padre di Daniele che guida da anni la Primavera giallorossa.

Frattesi ai tempi della Lazio
Davide Frattesi ai tempi della Lazio, con tanto di fascia da capitano al braccio

Sotto la sua gestione, continua la crescita e la maturazione tattica di Frattesi, che con Rubinacci e Toti giocava da trequartista puro, mentre adesso agisce soprattutto da mezzala. Con mister De Rossi riesce a mettere in bacheca una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, fermandosi solo ad un soffio dal tricolore, nella semifinale persa contro l’Inter di Stefano Vecchi. Proprio in questa partita si vedono le grandi caratteristiche del biondo centrocampista. Abile in interdizione, ha imparato a lavorare sui polmoni e sui ripiegamenti difensivi, unendo il tutto alle sue conclamate abilità offensive. Altri 4 gol in 22 presenze con la Roma Primavera, prima di fare le valigie e partire per una nuova avventura.

Davide Frattesi con la maglia della Roma
Frattesi con la maglia della Roma, nella sfida contro l'Inter

I giallorossi, infatti, stanno allestendo la nuova squadra di Eusebio Di Francesco, che nella lista dei rinforzi richiesti mette tra le prime posizioni il centravanti francese di proprietà del Sassuolo, Gregoire Defrel. In Emilia Romagna, per rendere più leggeri i 20 milioni richiesti da Squinzi per il suo attaccante, ci finiscono proprio Davide Frattesi e Riccardo Marchizza. La valutazione è di quelle super: 5 milioni il primo e 3 il secondo, con un diritto di recompra valido solo per il centrocampista e attivo fino al prossimo anno.

frattesi e marchizza
Frattesi e Marchizza con la maglia del Sassuolo

Doveva essere l’erede di Lorenzo Pellegrini, ma qualcosa va storto. Il suo inserimento è reso più lento e più difficile dall’infortunio al metatarso del piede destro. Qualche panchina in Serie A, l’esordio in Coppa Italia contro l’Atalanta e poi, da Gennaio, a disposizione della Primavera di Felice Tufano, dove mette a segno 4 reti in 9 presenze. Le qualità, infatti, ci sono tutte. Così ad agosto arriva la chiamata dell’Ascoli, dove si inserisce alla perfezione nel centrocampo a 3 di mister Vivarini. A volte sulla sinistra, insieme ad Iniguez e Cavion, altre alle spalle del trequartista Ciciretti, un altro passato da Roma. Sono 33 le presenze raccolte quest’anno in serie cadetta, il secondo più utilizzato della rosa bianconera, un numero che fa capire quanto a 20 anni sia un pilastro della squadra marchigiana.

Così Nicolato non si è lasciato pregare. Anche Frattesi sale a bordo della nave di Plizzari, Pinamonti, Scamacca, Gori ed Esposito. Dove si sta rivelando un’arma decisiva. Torniamo ai due gol infatti, alla prima e all’ultima partita degli Azzurri. L’Under20 si mette in campo con un 3-5-2 dove Frattesi agisce da interno. Contro il Messico, mentre la squadra sta attaccando, il classe 99 è già sulla trequarti, intuisce subito il lavoro di sponda della punta Scamacca, che venendo incontro ha aperto un varco alle sue spalle. Frattesi vi si inserisce e mette in mostra un altro colpo del suo arsenale: il tiro da fuori, di destro o sinistro poco importa.


Gli highlitghts della partita dell'Italia U20 contro il Messico. Nei primi minuti il gol di Davide Frattesi

Contro il Mali è la stessa storia. Il centrocampista dell’Ascoli è addirittura l’uomo più avanzato dell’Italia, è subito dentro l’area di rigore, a cogliere lo spazio aperto ancora una volta dalla punta. “Ma a me piace inserirmi in avanti. Sono predisposto alla corsa, ai rientri e al sacrificio – ha raccontato Frattesi - Il mio idolo è Kevin Strootman. Qui in Nazionale ho giocato esterno sinistro in una linea a 4, ma ogni tanto uno di noi avanza e il mister mi chiede di fare la terza mezzala. È una soddisfazione essere qui: avevo fatto un primo stage con l’Under 15, ma convocazioni vere e proprie non erano arrivate, almeno fino a quest’anno”.

Adesso contro l’Ucraina si proverà a realizzare un sogno. Per il futuro, invece, c’è tempo. la Roma vanta ancora il diritto di recompra. Frattesi potrebbe tornare. E inseguire le orme dei suoi idoli.

 

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