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Ode a Gilardino

L'esordio a Piacenza, il Verona, i 23 al primo anno da titolare al Parma, una rete in girata con la Roma, il poker all'Udinese, l'Europeo U21 vinto da protagonista, altri 23 l'anno dopo a Parma più uno nello spareggio di Bologna, il poker al Livorno, l'arrivo al Milan, i 17 al primo anno senza rigori, il violino che suona anche al Mondiale con gli USA, il goal al Manchester United, le critiche.

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La rinascita in riva all'Arno, il goal al debutto contro la Juve in mezza girata, uno al volo col Genoa di sinistro all'ultimo secondo, una doppietta al Franchi con la Roma, quella di Lione in Champions, il goal a Lisbona con lo Sporting di esterno al volo, il 2-1 all'ultimo minuto ad Anfield col Liverpool, Vargas to Gilardino come Stockton to Malone, un goal da rapace a Marassi col Genoa, l'eurogoal di sinistro col Cesena, quello al volo col Bari, la tripletta in Nazionale contro Cipro proprio al Tardini, la prima avventura al Genoa.

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L'anno di Bologna, la doppietta a Roma per una rimonta da cardiopalma, l'eurogoal di sinistro contro il Palermo, un goal al volo a San Siro con l'Inter, la rete a Pescara davanti ai miei occhi nel giorno in cui prese in un colpo solo il trio Mancini-Inzaghi-Riva nella classifica all-time dei marcatori di A, il ritorno al Genoa e la salvezza con 15 centri stagionali quando tutti lo davano per finito.


La fugace apparizione in Cina, il ritorno nell'amata Firenze, Palermo e una salvezza all'ultimo respiro, Empoli e Pescara tappe disgraziate, quel saluto dietro una vetrata a Poggio degli Ulivi, Spezia in B a suonare ancora dolce musica, il goal al volo di destro in quel di Cittadella come ultimo gioiello.

La corsa si è fermata a quota 188 in A, ben 19 in Nazionale e più di 250 in carriera.
Come scrisse il maestro Califano anni or sono, "ecco la musica è finita"...
Grazie "centravanti di mestiere", grazie eterno Bomber!

 

di Francesco Tusi

Muratore Ballardini

 
Tra la Roma e la corsa alla Champions c'è un muro. Ha colori gialloblu e numeri da Europa. Bisogna evitare di andarci a sbattere, di impattare come fatto con Fiorentina, Milan, Sassuolo Lazio.
 
Il muro gialloblu è quello del Genoa di Ballardini. Terza miglior difesa da trasferta del campionato: 10 reti subite in 16 trasferte stagionali. Numeri da capogiro, se si paragonano a quelli di Napoli (miglior difesa esterna d'Italia, 8 gol subiti lontano dal San Paolo, vale a dire 1 ogni due partite) e Roma (la cui porta, in terra nemica, è stata violata solo 9 volte). Il Genoa fa meglio addirittura di Inter (11) e Juventus (13) e si prepara a parcheggiare il classico pullman davanti alla porta anche nella partita di mercoledì sera all'Olimpico.
 
Che quella di Perin sia una porta chiusa, sigillata e invalicabile è sicuramente una virtù. Frutto di un lavoro estenuante e metodico del mister ex Lazio. Ma che il Genoa in trasferta subisca così poco è anche una necessità evidente, stando ai suoi numeri offensivi.
 
Se da un lato la difesa regge, l'attacco infatti non brilla. Solo tre gol nelle ultime dieci uscite lontano da Genova, in cui sono stati portati a casa 9 punti, frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Uno score che diventa anche più impietoso se si considerano gli ultimi dieci precedenti, in trasferta, contro la Roma, dove il Genoa ha sempre subito almeno una rete: 26 gol in 10 trasferte contro i giallorossi.
 
Facendo di necessità virtù allora, Ballardini ha modellato un 3-5-2 solido e compatto. Più che "armonioso", come detto dal mister in conferenza stampa, composto, rigido. La linea difensiva che vedremo a Roma dovrà fare a meno dell'ex di turno Spolli, sostituito da Pedro Pereira, terzino in prestito dal Benfica in grado di giocare anche centrale, e sarà completato da Rossettini e dall'altra vecchia conoscenza romanista, Zukanovic. Un trio di marcatori arcigni, pronti a prendere in consegna quell'Edin Dzeko che ha suonato la carica contro il Barcellona e che ha visto infrangersi contro la traversa il suo ennesimo gol nel derby.
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A completare l'assetto difensivo c'è il centrocampo: con Pereira arretrato e Laxalt messo a riposo, dovrebbe toccare a Rosi e Migliore giocare sulle fasce, in quello che ovviamente diventerà un 5-3-2 in caso di non possesso. Il muro di Ballardini però vede nel centrocampo il suo tassello fondamentale: con Hiljemark a fare legna e Bertolacci fotocopia di De Rossi, si garantisce quello schermo fondamentale per aiutare la difesa. In questo assetto muscolare mancherà la figurina di Izzo, infortunato, tra i leader difensivi con 2357 minuti e una media di 2.5 contrasti a partita, capace di giocare sia a centrocampo che laterale destro della difesa a tre.
Risultati immagini per izzo genoa
 
Con l'Inter che ha già vinto e la Lazio impegnata con la Fiorentina, per gli uomini di Di Francesco esiste un solo risultato da qui alla fine del campionato. Per arginare questo fiume in piena di entusiasmi e buone aspettative, il muratore Ballardini ha rafforzato il suo muro. O pure, per usare un'altra metafora, è pronto a parcheggiare il suo pullman. Sempre che non arrivi il pizzardone a fare la multa.

Internazionale

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