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Romelu e Jordan

L’arrivo di Romelu Lukaku in Italia non è stata una gioia solo per i tifosi dell’Inter, ma anche per Jordan Lukaku, che dopo otto anni potrà di nuovo incontrare sul campo nello stesso campionato suo fratello maggiore. Le loro strade si sono divise nel 2011, quando giocavano tutti e due nell’Anderlecht, da quel momento le loro carriere hanno preso traiettorie divergenti: Romelu è andato in Premier per diventare un top player internazionale, mentre Jordan tra alti e bassi è approdato alla Lazio, dove sta cercando di recuperare la sua forma migliore che ha fatto vedere al suo primo anno in Serie A.

I due fratelli sono molto legati, perché se adesso possono dire di avercela fatta, la loro vita non è sempre stata così semplice. Da piccoli infatti hanno vissuto alcuni anni difficili quando il padre Roger, anche lui calciatore che dalla Repubblica Democratica del Congo si era trasferito in Belgio, dopo un’onesta carriera da professionista non era riuscito a salvaguardare i suoi guadagni.

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Così la famiglia Lukaku fu costretta a fare diversi sacrifici pur di andare avanti, come ha raccontato lo stesso Romelu in un’intervista a The Player’s Tribune: “Mio padre era stato un calciatore professionista, ma era a fine carriera e i soldi se ne erano andati. La prima cosa a sparire fu la TV via cavo. Poi capitava di tornare a casa e la luce non c’era più. A volte volevo fare un bagno e non c’era acqua calda, così mia mamma ne scaldava un po’ sul fornello e io me la versavo in testa con una tazza. Sapevo che eravamo in difficoltà, ma quando la vidi allungare il latte con l’acqua capii che avevamo toccato il fondo. Che questa era la nostra vita.” Finché un giorno fece un a promessa a sua madre: “Mi ricordo quando con mio fratello e mia mamma stavamo seduti al buio, recitando le nostre preghiere e pensando, credendo, sapendo…succederà. Un giorno la trovai in lacrime e allora le dissi che tutto sarebbe cambiato.”

Da allora i fratelli Lukaku ne hanno fatta di strada, con determinazione e sudore sono riusciti a mantenere quella promessa e una vita migliore per sé stessi e per la loro madre. Quest’anno quindi Lazio-Inter non sarà soltanto uno scontro al vertice ma anche un incontro familiare e ci sarà una casa in Belgio dove l’attesa per la partita sarà più sentita che da tutti i tifosi italiani.

A proposito della famiglia Lukaku, oltre a Jordan e Romelu c’è anche un loro cugino calciatore che gioca nel Celtic, si chiama Boli Bolingoli-Mbombo e se come me non riuscite a smettere di pronunciare il suo nome, per voi su Facebook c’è un video con Fabio Caressa che per dieci minuti dice solo: “ancora un taglio, Bolingoli-Mbombo…”. Da non perdere.

La rinascita nerazzurra

L’estate 2019 per Suning doveva essere la prova del 9 per dimostrare al popolo interista di voler puntare a qualcosa di importante, e così è stato. Steven Zhang si è voluto affidare al dirigente che ha reso di nuovo grande la Juventus, Giuseppe Marotta, e gli ha lasciato carta bianca. I tifosi, che negli ultimi anni hanno sentito nominare più il “FPF” ed il “Settlement Agreement” che il nome di nuovi giocatori, si aspettavano una svolta decisa sul mercato e le premesse, a partire dall’annuncio del nuovo amministratore delegato avvenuto il 13 dicembre 2018, erano positive.

zhang

Giuseppe Marotta è entrato nel mondo Inter come entrerebbe un elefante in una gioielleria: pronti-via e subito Nainggolan viene sospeso per due partite in seguito a dei ritardi in allenamento (e a discutibili audio mandati su Whatsapp, ma questo la società non lo confermerà mai). Passano esattamente 2 mesi e arriva la bomba delle bombe, su Twitter il 13 febbraio viene annunciato che “Il nuovo capitano della squadra è Samir Handanovic”. La decisione arriva come un fulmine a ciel sereno ma è l’inizio della rivoluzione che Marotta aveva in mente, con un leit motiv abbastanza evidente: via i problemi e benvenuta serenità.

beppe

Una rivoluzione, si sa, non è mai silenziosa, e infatti l’Inter conclude in modo travagliato la stagione, strappando il pass per la Champions League nei minuti finali dell’ultima partita contro l’Empoli, con Luciano Spalletti che vedeva chiaramente l’ombra del suo successore: Antonio Conte. Se il nome di Marotta non bastava ai tifosi nerazzurri per stare tranquilli sulle intenzioni della società, l’annuncio del tecnico leccese ha convinto quasi tutti della bontà del progetto di Suning. L’annuncio di Conte arriva alle 6.00 di mattina del 31 maggio, e gli interisti dovranno abituarsi a questo orario perché nel corso dell’estate saranno tanti gli annunci fatti all’alba, per strizzare gli occhi al mercato asiatico.

conte

Conte e Marotta hanno le idee chiare su come sistemare l’Inter, e la prima cosa che fanno è dichiarare fuori dal progetto sia l’acquisto principe della precedente stagione, Radja Nainggolan, sia l’ex capitano, Mauro Icardi. Giugno sarà un mese di transizione, ma verranno poste le basi per costruire la nuova rosa, vengono infatti completati gli acquisti di Valentino Lazaro, Stefano Sensi e Nicolo Barella, oltre al 2002 Lucien Agoume (del quale sentiremo parlare molto in futuro). Il primo luglio alle 6.00 arriva l’ufficializzazione dell’acquisto di Diego Godin, e si apre il mese più duro dell’estate nerazzurra. Marotta, infatti, incontra i primi reali problemi: Nainggolan non porta soldi ma viene ceduto semplicemente in prestito e Icardi sembra intenzionato allo scontro e non vuole muoversi da Milano.

La difficoltà nel cedere porta al rallentamento dell’operazione considerata più importante da Antonio Conte, l’acquisto di Romelu Lukaku. Il giocatore belga è da sempre un pallino del tecnico, e a sua volta freme dalla voglia di trasferirsi all’Inter. Si intromette la Juve, e gli interisti temono di non vedere mai la punta in nerazzurro, ma l’8 agosto Lukaku è un nuovo giocatore della beneamata. Marotta strappa il pagamento quinquennale dei 65 milioni richiesti dal Manchester United e consegna il gigante a Conte. Sfuma però l’altro obiettivo per l’attacco, Edin Dzeko, ma l’Inter ha pronto un piano B di tutto rispetto, il cileno Alexis Sanchez. Arriverà anche Biraghi a completare la rosa, con Dalbert spedito a Firenze.

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L’ultimo scoglio del mercato è rappresentato proprio da Icardi, che non vuole muoversi e addirittura arriva a fare causa alla società. Con un colpo di coda finale, Marotta riesce a piazzare l’ex capitano al Psg, in prestito con diritto di riscatto per 70 milioni, e a completare un mercato difficile ma nel quale l’Inter è riuscita a fare tutto quello che aveva in mente. La vera novità, infatti, è che dal mercato per la prima volta in tanti anni sono arrivate le prime scelte e non i ripieghi. Lukaku era obbiettivo dichiarato, ed è stato preso (tra mille difficoltà, ma conta soltanto il risultato finale). I problemi sono stati allontanati, e tra questi inseriamo anche Ivan Perisic che, anche se non era stato messo fuori dal progetto, ha avuto diversi mal di pancia nel corso della sua esperienza meneghina.

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Ora la parola spetta al campo, e Antonio Conte non vede l’ora di dimostrare con i fatti di essere il migliore sulla piazza. Comunque vada la stagione, è chiaro che Suning non bluffa: ha investito molto in questi 3 anni, ha rimesso in ordine i conti e ha puntato su dirigente e allenatore top. Dopo anni duri, i tifosi nerazzurri possono rivedere la luce e stare tranquilli: l’Inter vuole rinascere e questa estate ha posto le basi per farlo.

 

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