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La Juventus festeggia il 35esimo titolo. Come al solito arriva puntuale l’ennesimo scudetto juventino in questo momento della stagione calcistica. Un periodo pasquale che, ogni 12 mesi, di regola tra marzo e aprile, da ben 8 anni consegna, al posto della colomba, il tricolore nelle sole mani della squadra bianconera.

Una vera e propria epoca storica in cui sono si sono succeduti almeno 5 presidenti del Consiglio, 2 papi e 3 guerre. Nel frattempo la Juve ha dominato la nostra serie a e gli altri trofei nazionali, vincendo 8 scudetti di fila, 4 coppe Italia e 4 supercoppe italiane.  Un ciclo iniziato nel 2011-2012 e guidato a quel tempo dal genio di Antonio Conte, gran costruttore di sogni impossibili. All’epoca la rincorsa al Milan di Ibra, Nesta e Thiago Silva fu il frutto del sacrificio di un collettivo combattivo basato sulla sicurezza di Buffon tra i pali e sul nascente mito della BBC, ossia la triade formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini. Ma non solo. La genialità di Pirlo, la forza di Vidal, la presenza di Marchisio, la spinta di Pepe, le reti di Vucinic e di Matri, assieme a uno dei gol non dati più famosi della storia del nostro calcio, resero possibile un’impresa difficilissima.

muntari

La Juve quella stagione l’aveva aperta l’8 settembre 2011, con l’inaugurazione dello Stadium, teatro leggendario di tanti successi futuri, e l’aveva proseguita stabilendo svariati record come quello di imbattibilità in campionato (38 partite, di cui 23 vittorie e 15 pareggi) e quello di maggior striscia di risultati utili consecutivi in competizioni ufficiali in una sola annata calcistica in Italia (42 gare). Da quella squadra originaria, formata da un nucleo di campioni veri e da tanti operai dediti ai loro compiti tattici, è nato un team che ha visto militare al proprio interno nel frattempo giocatori straordinari come Pogba, Tevez e Higuain, solo per citare i più iconici. Fino a questa stagione sono stati inanellati ulteriori primati che hanno definitivamente distrutto la competitività del calcio italiano: nella serie a 2013-2014 si è stabilito il record nel nostro Paese di ben 102 punti in un solo campionato; con Allegri successivamente in panca, i bianconeri hanno realizzato 100 punti in 33 gare nel solo 2016; tra le stagioni 2015-2016 e 2016-2017 abbiamo il record delle vittorie consecutive in casa in serie a, ossia 33. Quest’anno il mega acquisto di Cristiano Ronaldo, operazione complessiva da almeno 340 milioni in 4 anni tra ingaggio e cartellino, ha trascinato i bianconeri nel vincere un nuovo titolo italiano, oltre che una supercoppa, insieme a compagni veterani come Bonucci e Chiellini, quest’ultimo unico superstite della Juve di inizio ciclo assieme a Barzagli.

tevez

In questa stagione 2018-2019 costoro, affiancati da Mandzukic, castigatore delle avversarie negli scontri determinanti, dal giovanissimo ed esuberante Kean, dal solido Emre Can, dal decisivo Bernardeschi e dall’imprendibile Cancelo, nulla hanno potuto in Champions, dopo aver conquistato lo scudetto di fatto al termine del girone d’andata, chiuso con l’ennesimo punteggio record di 53 punti, mai realizzato prima in serie A. E qui c’è il primo grande riferimento al disastro di cui accennavamo nel titolo: farsi umiliare dai ragazzi imberbi dell’Ajax non rientra di certo nei piani di un club che ha una delle rose più forti del Continente europeo. E neanche nei piani di un mister come Allegri che vanta al suo attivo 2 finali di Champions. Ma di certo tale squadra, che in ambito domestico ha annientato ogni concorrenza, ha un problema enorme che la porta ad aver vinto negli ultimi 23 anni meno trofei in Europa del Bologna. Ma forse è proprio questo il tema: tale monopolio sul campo, e non solo, ha cancellato ogni tentativo delle nostre squadre di migliorarsi, di dare il meglio di loro e di provare a battere l’impossibile. Le squadre italiane coltivano il loro orticello, usano mille astuzie per racimolare i punti che le servono, stanno ferme, prigioniere di un tatticismo che sarebbe sembrato eccessivo pure ai tempi del Trap, sono inserite in un patetico gioco spezzettato, che si blocca appena si tende a sfiorare l’avversario.

A cosa serve loro sfidare la Juve allo Stadium? A niente. Ma ciò non serve neanche alla Juve per vincere la Champions.

 

di Federico Cavallari

Siamo solo a Giugno ma il mercato è già entrato nel vivo. Complici il Mondiale di Russia ormai alle porte, e la fine della sessione del mercato estivo stabilita al 17 Agosto 2018, le squadre dalla più piccola alla più blasonata hanno già fatto i primi movimenti in entrata ed uscita.

E in quel di Torino, sponda bianconera, i telefoni di Beppe Marotta e Fabio Paratici sono sempre occupati e i due dirigenti sono impegnati in diversi summit. Settimane fa Paratici è stato avvistato a Milano in un incontro con Alvaro Morata che subito ha fatto sognare i tifosi bianconeri. Sempre in quei giorni Paratici era a Bergamo per assistere ad un’amichevole pre-mondiale della Colombia e visionare Arias, terzino destro del PSV del 1992.

Fin qua niente di nuovo, così come il presunto scambio Icardi-Higuain, per cui i dirigenti bianconeri hanno detto, riferito al “Pipita”, una frase al quanto enigmatica “Per Higuain vedremo dopo il Mondiale”. Frase indicativa perché Higuain che è stato pagato tanto (94 milioni di euro) e quest’anno è l’ultimo anno, considerata la sua età, in cui sarebbe possibile venderlo a buon mercato. E alla Juventus vista l’esperienza e la bravura dei suoi dirigenti di sicuro troveranno la soluzione migliore per rinforzare la rosa bianconera e non indebolirla.

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La proposta di scambio Higuain-Icardi, con un conguaglio di 60 milioni all’Inter, per molti tifosi sembra qualcosa di fattibile ma per chi conosce il mercato e le dinamiche questa indiscrezione porta solo acqua al mulino di Icardi, per la precisione di Wanda Nara sua moglie e procuratrice. Una strategia per far avere l’ennesimo rinnovo dorato all’argentino, perché è vero che nel calcio tutto è possibile ma Icardi non andrà mai e poi mai alla Juve.

Più realizzabile invece l’ipotesi di scambio Higuain-Morata se Sarri andrà al Chelsea, ma la Juventus per vincere la benedetta/maledetta Champions ha bisogno di un centrocampista con la C maiuscola e lo testimoniano le operazioni chiuse di Perin (12 milioni+3 di bonus), Caldara, Can (a parametro zero) che coadiuvate dall’acquisto di uno o due terzini (Cancelo una pista caldissima oltre il già citato Arias) saranno l’antipasto per il centrocampista top.

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A prescindere da cosa capiterà avanti in attacco e dall’effetto domino provocato dall’eventuale partenza di Higuain il sogno bianconero non è mister 100 milioni di euro Milinkovic Savic come si professa da tempo ma Paul Pogba. Paul ancora è nella mente e nel cuore dei tifosi bianconeri e se ci sarà la possibilità di riportarlo a Torino con 35-40 milioni di euro in meno di quanto venduto (110 milioni) formerà un centrocampo da urlo con Pjanic e Can. Anche perché il buon Khedira, che per quanto sia fragile è al tempo stesso una garanzia, ormai ha un’età avanzata e se resterà non sarà la prima scelta così come Matuidi, più da lavoro sporco che da qualità. E con Pogba si potrebbe avere l’alternativa tra i moduli del 4-2-3-1 e del 4-3-3 e se oltre al francese, con altri 30 milioni la Juventus riuscirebbe a pagare la clausola alla Roma e strapparle Lorenzo Pellegrini.

Tra un Milinkovic a 100 milioni e un Pellegrini+Pogba alla stessa cifra è superfluo sottolineare quale sia l’operazione più ghiotta. Vedremo cosa accadrà ma le ipotesi di formazione con calciatori già acquistati e quelli che potrebbero arrivare sarebbero ideali per competere anche in Europa e non per arrivare in finale. Stavolta non tanto per partecipare ma per vincerla.

4-3-3

Perin

Alex Sandro Caldara Chiellini Cancelo

Pogba Pjanic Can

Dybala Morata Douglas Costa

4-2-3-1

Perin

Alex Sandro Caldara Chiellini Cancelo

Pjanic Pogba

Douglas Costa Dybala Mandzukic

Morata

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