0

Fuoricampo, intervista al Collettivo Melkanaa: ...

Ancora una volta, il calcio è solo un pretesto. ...
0

Il più grande truffatore della storia del calcio

Carlos Henrique Raposo, era un ragazzo brasiliano ...
0

Il cuore e le spalle

Il morso della tarantola è secco. Unico. E non ...
0

#4 Pier Paolo Pasolini e il linguaggio del calcio

Il 2 novembre 1975 il corpo di Pier Paolo ...
0

Magica Roma

  Domenica 12 settembre 1965, Roma SPAL ...

Magica Roma

 

Domenica 12 settembre 1965, Roma SPAL all'Olimpico. Losi, Da Silva e Francesconi in campo, Pugliese sulla panchina. Risultato: 0-2 per i ferraresi, reti di Muzio e Massei. Dopo quasi ventimila giorni, dopo tre fallimenti biancocelesti e una risalita dagli inferi, ecco la magia. Roma SPAL di nuovo 0-2, reti di Petagna e Bonifazi. La squadra emiliana non vinceva in trasferta con due gol di scarto da cinquantatre anni, sempre la Roma davanti.

E inutile dire che per Kevin Bonifazi, difensore reatino classe 1996, quella contro i giallorossi era anche la prima rete in assoluto in Serie A. Stessa magia riuscita neppure un mese prima a Bologna, contro una squadra fino a quel momento a secco di gol, contro un centravanti, Federico Santander, che ancora non aveva mai segnato in Italia. Come Emiliano Rigoni, 0 minuti in Serie A prima della doppietta con la maglia dell'Atalanta all'Olimpico.

Nel mezzo di questi incantesimi e sortilegi, c'è la vittoria nel derby, 3-1 contro una Lazio lanciatissima, in piena striscia di vittorie consecutive. Come se non bastasse, dopo la stregoneria della SPAL, ecco la vittoria per 3-0 contro il CSKA Mosca, in Champions League. La settima vittoria consecutiva, tra le mura amiche, in Europa, contro una squadra che nel turno prima aveva mandato a casa a mani vuote niente di meno che il Real Madrid.

La Roma bella de notte, Regina di coppe, grande con le grandi e altri mille, banalissimi, titoli. Roma magica, cenerentola e principessa senza soluzione di continuità, zucca e carrozza, protagonista e controfigura. Come Edin Dzeko, che sbaglia tutto quello che c'è da sbagliare contro la SPAL e che diventa il capocannoniere della Champions League con la doppietta contro i russi.

Cosa c’è che non va tra di noi, Roma? Perché non possiamo avere una storia tranquilla, normale come tutte le altre coppie? Guarda che belli questa Juve e questo Ronaldo, alla terza vittoria di fila in Europa, in testa alla classifica da imbattuti. Guarda quanto sono fichi l'Inter e Spalletti, la garra charrua, i palloni toccati da Icardi e i gol al novantesimo. Non possiamo essere come gli altri? Vincere quando si deve vincere, perdere quando si può anche perdere, pareggiare ogni tanto. Te la immagini una stagione normale? Senza Giuseppe Cozzolino a segnare (1 gol in Serie A, con la maglia del Lecce), senza Vlada Avramov a fare i fenomeni, senza retrocesse che vengono a fare le padrone di casa. Un anno tranquillo, senza sbalzi d'umore. With no alarms and no surprises. A forza di stare con te e provare a capirti siamo diventati allenatori e direttori sportivi, psicologi e osteopati, tatuatori e aruspici, storici e fisioterapisti. A correre dietro ai dolori di Pastore, ai sorrisi di Schick, alle parole di Di Francesco.

La squadra più bipolare del mondo. Ecco cosa sei. Capace di perdere 2-0 in casa contro la Fiorentina e dopo tre giorni farne 3 al Barcellona di Messi. Capace di fare figure barbine in giro per l'Italia per poi estrarre dal cilindro la prestazione della vita. Il marzo scorso, prima di Napoli Roma 2-4, i giallorossi le avevano prese in casa da Milan, Sampdoria e Atalanta, rischiando di perdere contro il Sassuolo e venendo raggiunti dall'Inter al 86esimo con Vecino. Poi la magia: rimonta, doppietta di Dzeko e nuovo ciclo di vittorie.

Alterna, discontinua, instabile, irregolare, mutevole, variabile, magica Roma. Trascinati, rapiti dalle montagne russe di sensazioni. Di grandi ottimismi e tristi depressioni, di tabelle per lo scudetto e scontri salvezza, di vittorie schiaccianti e sconfitte inimmaginabili.

Domenica sera, contro il Napoli, tra la normalità e la sorpresa allora è meglio non scegliere. Tanto lo sai, sarebbe inutile. Fai te.

Società Polisportiva Ars et Labor

Stavolta non c'entrano licei, sale di Hotel o grandi ristoranti di lusso. Non ci sono Uffici del Vicario o Piazza Duomo e non siamo a Roma e neanche a Torino. Siamo a Ferrara, ad un oratorio, nei primi anni del Novecento. Don Pastorino, catechista del seminario di via Coperta, gestisce le attività artistiche della filodrammatica del suo circolo. Si chiama Ars et labor, ed è frequentato prevalentemente dai figli della classe operaia cittadina. Don Pietro Acerbis, direttore dell'oratorio, nel 1907 ha un’intuizione: legare la pittura e la scultura, la musica e il teatro allo sport. All'inizio furono soprattutto ginnastica e ciclismo, poi, dal 1912 anche il calcio. Nasceva così la Società Polisportiva Ars et Labor, la SPAL, rigorosamente tutto maiuscolo. Come colori sociali si scelsero il bianco e l'azzurro, gli stessi dei salesiani, gli stessi anche della dinastia degli Estensi, tranne che per una breve parentesi, quella dal 1939 al 1945, quando il regime fascista obbligò la squadra ad indossare strisce bianco-nere, gli stessi colori civici della città. Gli cambiano anche il nome: Associazione Calcio Ferrara.

Ma si tornò presto alle origini. Alla suggestione latina che tanta fortuna aveva avuto in Italia, che all'epoca della fondazione era un pullulare di Spes, Libertas, Vigor, Fortitudo, Robur e qualche Juventus. Si chiamerà SPAL anche dopo il primo fallimento del 2005 quando al timone c'era Fabiano Pagliuso, proprietario e presidente del Cosenza. Si chiamerà SPAL 1907 con la gestione Butelli durata appena quattro anni. Si chiamerà Real Spal e infine Spal 2013. Quella della cavalcata, della Serie B dopo 23 anni di attesa, della Serie A dopo 49 anni. Nel mezzo ci sono le glorie da calciatori di Fabio Capello, Edoardo Reja, Luigi Delneri, Armando Picchi. Il quinto posto nel 1960 dietro Juventus, Fiorentina, Milan e Inter, con Oscar Massei. La finale di Coppa Italia persa nel 62 contro il Napoli. Il torneo internazionale della Coppa dell'Amicizia italo-svizzera portato a casa.

Un nome, quattro parole che restano scolpite sui muri e nei cuori della città. Basta leggere le pagine dei Racconti ferraresi di Giorgio Bassani, che per andare allo stadio usava un'espressione unica: "Vado alla Spal".

"E chi vive nei pressi del campo da gioco dice: “Abito vicino alla Spal”. Così lo stadio diventa un luogo dell’anima - spiega Sergio Gessi, lo storico della squadra, ad Avvenire - riconoscibile in quanto appartenente a un’entità umanizzata della città, un valore che si tramanda di generazione in generazione".

E quella che ha vissuto l’oro degli anni 60 sembra la stessa che anima le tribune dello Stadio Paolo Mazza. Gli eroi di oggi si chiamano Antenucci, Lazzari, Vicari, Petagna e mister Semplici. L’obiettivo per ora è la salvezza, ma alla Spal ci si va solo sognando in grande.

Internazionale

Altri sport

  • Se..BASTA!

    Siamo al giro 53 del Gran Premio di Germania valido per l’undicesima prova del mondiale 2018 e tutto quello che sembrava già scritto viene stravolto e capovolto. Sebastian Vettel, pilota…

    in Altri sport Read 841 times
  • Scandalo Giallo

    Durante la tappa con arrivo all’Alpe d’Huez valida per il Tour de France 2018 e famosa per le imprese di grandi campioni del passato come il compianto Marco Pantani ci…

    in Altri sport Read 919 times

Interviste

Amarcord

  • El Equipo Fantasma

    La Paz, la capitale amministrativa della Bolivia si trova a più di 3500 m d'altitudine, è la capitale più alta del mondo, fare sport ad un'altitudine così elevata non è facile per chi non ci è abituato, l'aria rarefatta riduce le capacità respiratorie e il pallone prendendo più velocità, assume…

    in Amarcord Read 161 times
  • Un Raggio di Luna sul derby

    La punizione con cui Kolarov ha squarciato barriera e derby, sabato scorso, è un raggio di luce sparato con una frattura al piede. È un raggio di sole al 71esimo, sessant’anni dopo un Raggio di Luna. Così chiamavano Arne Selmosson, l’unico, fino a sabato, a segnare un gol, con entrambe…

    in Amarcord Read 225 times

Chi siamo

Il Catenaccio - Web Magazine Sportivo | Approfondimenti, statistiche, interviste, amarcord su tutto il calcio, italiano ed estero, e tutto lo sport! Ripartiamo in contropiede, dopo esserci chiusi e aver difeso, pronti ad andare in rete insieme a voi! Seguiteci per restare sempre aggiornati sul mondo dello sport!