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Siamo al giro 53 del Gran Premio di Germania valido per l’undicesima prova del mondiale 2018 e tutto quello che sembrava già scritto viene stravolto e capovolto.

Sebastian Vettel, pilota Ferrari colui che doveva essere l’erede della leggenda Micheal Schumacher tedesco come lui (ma solo quello ha in comune con Schumacher) era in testa e ha la splendida idea di sbagliare e commettere un errore da dilettante che neanche un ragazzo senza patente avrebbe commesso. Complice la pioggia ma la pioggia era per tutti i piloti in pista non solo per il tedesco va dritto e schiantandosi al muro senza conseguenze fisiche schianta tutti i sogni dei tifosi ferraristi che sono ormai stanchi di perdere l’ennesimo mondiale ogni anno da ormai 11 anni quasi. Se lo scorso anno la Ferrari aveva dimostrato di poter combattere con la Mercedes giocandosi il mondiale ma poi perso sia per errori di Vettel che per inferiorità della vettura di Maranello quest’anno questa Ferrari può solo perdere il Mondiale e con la batosta di oggi ci è riuscita.

Le colpe non vanno addossate ai vertici di Maranello o ai meccanici che si impegnano duramente ogni giorno e che vanno elogiati, ma ad una sola persona: SEBASTIAN VETTEL. Lui che prende milioni su milioni di euro non è in grado di guidare una Ferrari alla vittoria mondiale, non è in grado di far innamorare i tifosi italiani, anzi dopo oggi diminuiranno i tifosi Ferrari finchè ci sarà lui a guidarla perché anche piloti come Schumacher hanno commesso errori ma mai come quello di oggi. Si dice che sbagliare è umano ed è una sacrosanta verità perché non siamo robot ma Vettel non è la prima volta che sbaglia in questa stagione così come aveva fatto nella precedente e oggi ha avuto la capacità di far vincere un Hamilton che partiva dalla 14esima posizione e che distava dal tedesco di più di 10 secondi quando ha commesso l’errore clamoroso e scandaloso. Scandaloso perché con gli avversari distanti di diversi secondi bastava rallentare leggermente e non sarebbe accaduto.

Al diavolo i team radio in italiano dopo le pole position e le vittorie che sono ridicolissimi e le lacrime da coccodrillo, ciò che conta sono i mondiali vinti e Schumacher che non faceva i team radio ridicoli in italiano faceva innamorare i giovani tifosi e quelli più grandi per la sua esuberanza in PISTA. Premesso che piloti come Schumacher non ce ne saranno mai, soprattutto quelli delle nuove generazioni ma a Maranello è ora che si punti su un pilota degno di guidare non una vettura normale ma la regina delle vetture che ha fatto la storia della Formula 1 e la brutta copia mal riuscita di Schumacher non è in grado e lo ha dimostrato e anzi se avesse un minimo di coerenza e amore per la scuderia e i tifosi di Maranello si decurterebbe lo stipendio di questa stagione visto il danno causato da lui al mondo Ferrari e quello gli farebbe un minimo d’onore.

Mi ritorni in mente Gilles

Recentemente la Ferrari è tornata al trionfo nel Gran Premio del Canada con Sebastian Vettel. Dopo la pole position ottenuta il giorno prima della gara, il pilota tedesco dedica il primo posto a Gilles Villeneuve: "La pole è sempre importante, ma farlo qui nel Paese di Gilles Villeneuve sul circuito a lui dedicato lo è ancora di più, questa è una tappa molto importante per il team. Sono molto contento di avere conquistato il miglior tempo". 

Dichiarazioni belle ed emozionanti che fanno avvolgere il nastro dei ricordi e ritornare ad una giornata di maggio di 36 anni fa, precisamente la giornata di sabato 8 Maggio 1982 in cui il cielo si ingrigì di colpo a Zolder in Belgio ma anche in Canada e in Italia. Il pilota più veloce di tutti, il più talentuoso e folle, Gilles Villeneuve, muore durante le qualifiche valide per il gran premio del Belgio.

La morte di Gilles è causata da un incidente con Jochen Mass, che lo fa sbalzare dalla Ferrari e a nulla sono valsi i pronti interventi dei dottori a bordo pista con il successivo trasporto del pilota all’ospedale del circuito. In quegli anni si discuteva molto della sicurezza della Formula 1 viste le tanti morti durante le gare o le qualifiche. I piloti sapevano i rischi a cui andavano incontro ma Gilles, così come i suoi colleghi, non schiacciava sul pedale del freno, anzi spingeva sempre di più, tanto da farsi chiamare “L’aviatore” per un volo nel Gran Premio del Giappone del 1977.

Gilles, nato in Canada nel 1950, ha da sempre la passione per i motori, celebre una sua frase “Datemi qualsiasi cosa a motore e io ve lo porterò al limite... “. Inizia la sua carriera nel suo Canada correndo in Formula Ford e Formula Atlantic prima di esordire in Formula 1 nell’estate 1977. Era molto amato dai tifosi perché andava oltre i limiti, metteva sempre il cuore e molte volte è stato autore di sorpassi spettacolari come quelli su Arnoux, Renault, a Dijon valevole per il secondo posto al Gran Premio di Francia del 1979.

Villeneuve che oltre ad essere un talento puro e coraggioso era onesto e rispettoso nei confronti dei suoi colleghi. E proprio nel 1979 aiutò il suo amico e compagno di squadra Jody Scheckter a vincere il mondiale. Ma prima di quel maledetto giorno dell’8 Maggio di Zolder Gilles che si giocava il mondiale con il compagno di squadra Didier Pironi, nonostante il cartello dai box recitasse “Slow” che indicava il mantenere le posizioni senza sorpassi, con Gilles primo e Pironi secondo e con il Gran Premio che sembrava finito, a poche curve dalla fine supera incredibilmente Villeneuve e vince il Gran Premio.

L’ingegner Mauro Forghieri che era il direttore tecnico della Ferrari dichiarò che con lui ai box quel giorno quel cartello con scritto “Slow” non sarebbe mai stato esposto e ci sarebbero state indicazioni diverse. Fatalmente per Villeneuve quello sarà il suo ultimo Gran Premio ma anche non vincendo un mondiale resterà nella leggenda e sarà per sempre un mito.

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