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Vi ricordate, cari lettori, le strampalate ed ironiche conte che da bambini si facevano per decretare chi dovesse giocare con questa o quella squadra di vostri amici, fatte frettolosamente dieci minuti prima del calcio d’inizio?

Beh, se non le ricordate voi, sicuramente in queste due settimane di sosta per le Nazionali saranno tornate prepotentemente in mente a Ivan Gennaro Gattuso, tecnico milanista falcidiato da una miriade di infortuni, concentrati in tutte le zone del campo, specie tra difesa e mediana. Nel giorno dell’antivigilia di Lazio-Milan, posticipo delle 18 della tredicesima giornata di campionato, c’è molta curiosità fra gli addetti ai lavori su quale squadra il tecnico calabrese schiererà dal primo minuto. Volendo continuare a solcare ironicamente il tema, potremmo più semplicemente dire che a Milanello la formazione verrà decisa dopo la conta dei superstiti. Già, perché mai si era vista una simile ecatombe: Caldara fuori 3 mesi, Romagnoli e Musacchio 2; Bonaventura stagione finita e Biglia quasi. Chi rimane?

Come è facile intuire, le preoccupazioni maggiori riguardano il reparto difensivo, dove balza agli occhi la sola presenza di un giocatore negli anni inviso da gran parte del tifo milanista: stiamo parlando di Cristian Zapata, centrale colombiano di 32 anni, al Milan dal 2012 e col contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Per chi scrive, un idolo. Centrale veloce, fisicamente prestante, forte nell’anticipo e dominante nei duelli aerei: visto così, sembrerebbe l’identikit del centrale difensivo perfetto. Purtroppo, come il più famoso Achille, anche il buon Cristian ha il suo tallone, il suo punto debole: la concentrazione, difetto che gli ha sempre impedito di fare quel clamoroso salto mentale che lo avrebbe consacrato come difensore di altissimo valore.

Oggi però, nella piena maturità dei suoi 32 anni e con la consapevolezza di poter concludere la sua avventura rossonera tra qualche mese, gli si chiede di guidare un reparto inedito (dovrebbe essere coadiuvato da Rodriguez e Abate in una sgangherata difesa a 3) nel più importante scontro diretto per la Champions, competizione dalla quale il Milan manca da quasi 5 anni e che proprio col colombiano e Mexès coppia centrale titolare ne ottenne l’ultima qualificazione. Alle previsioni nefaste che vedono la compagine rossonera uscire con una batosta inenarrabile dalla trasferta romana, Gattuso affida e ripone le sue speranze nel nativo di Padilla, il cui compito sarà principalmente quello di arginare Ciro Immobile, agnellino con la maglia azzurra ma spietato cacciatore con la casacca biancoceleste.  “Se sono concentrato non ce n’è per nessuno”.

Così si esprimeva il difensore nel febbraio 2016 alla viglia di un Napoli-Milan dove lo spauracchio principale era quel Gonzalo Higuain oggi suo compagno di squadra (e che sarà assente per l’espulsione rimediata in Milan-Juve). In quella gara, il centravanti argentino non vide letteralmente palla, sormontato fisicamente e tecnicamente da uno Zapata in versione deluxe. Quella partita terminò 1-1, risultato che oggi sarebbe oro per classifica e situazione complessiva di squadra. Riuscirà il buon Cristian a tenere accesa la spia della concentrazione e a relegare il centravanti italiano a semplice comparsa del big match dell’Olimpico? Fosforo e applicazione, caro Zap. Ai 90 minuti di domenica l’ardua sentenza.

Internazionale

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