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Segnatevi il nome: Devid Eugene Bouah

Bisogna dirlo un po’ a bassa voce, senza farsi sentire, per evitare macumbe, cabale e sfortune. La Roma sembra essere uscita, o quasi, dalla maledizione dei terzini. È vero, Rick Karsdorp è ancora l’oggetto misterioso di questa rosa, con un ginocchio non totalmente recuperato e una testa forse già in volo verso l’Olanda, dove potrebbe tornare a gennaio. Ma se Kolarov e Florenzi erano le garanzie dell’anno scorso, quest’anno nella manica di Eusebio Di Francesco ci sono anche un Davide Santon rigenerato e un Luca Pellegrini in rampa di lancio.

Contro l’Empoli è stato il suo grande giorno. Esordio dal primo minuto, a scoprire come il campionato non sia fatto di soli assist e controlli volanti, ma anche, e soprattutto, di sportellate e di rincorse. La parabola di Luca Pellegrini, che approdò a Trigoria da trequartista e da esterno alto, sembra essere la stessa dell’altro nastro nascente delle corsie laterali giallorosse.

Il suo nome è Devid Eugene Bouah, terzino destro già a quota 3 gol in questo avvio dei ragazzi di Alberto De Rossi. Nato il 13 agosto 2001, primo tesserato giallorosso nato dopo il terzo scudetto della Roma a sedersi in panchina con i grandi, è andato a segno sia nella disfatta contro il Sassuolo che nella goleada, 7-1, contro il Milan.

Padre ivoriano, madre italiana, un fratello più piccolo, Ethan, anche lui in maglia giallorossa. La storia romanista di Bouah inizia, ovviamente, grazie a Bruno Conti, che lo scova all'età di 10 anni alla Lodigiani. Con i Giovanissimi Fascia B di D'Andrea, il ragazzo gioca esterno alto nel tridente e fa vedere subito le sue qualità offensive. Nel 2015 però arriva alla Roma, dalla Vigor Perconti, Mory Bamba, autentico trascinatore della squadra. Bouah si siede in panchina, il minutaggio inizia a scendere.

La svolta arriva con il cambio di ruolo. Negli Under17 di mister Toti e poi nella Primavera, raggiunta con un anno di anticipo, gioca da terzino destro. Sfrontatezza e gamba, dribbling e recuperi. Forte fisicamente e dotato di un'ottima velocità, il sito worldfootballscouting lo paragona al difensore del Liverpool Trent Alexander-Arnold e dopo l'appuntamento, saltato, in terra inglese per gli Europei Under17, mister Nunziata l'ha convocato per i test estivi contro Slovenia e Lettonia.

"Come si raggiunge un traguardo? Senza fretta ma senza sosta" scriveva appena un anno fa Bouah sui social. Quello che ha davanti può essere l'anno decisivo nel suo processo di crescita. In attesa delle nuove convocazioni in prima squadra. Senza fretta, ma senza sosta.

L'ora di Luca

"Gioca Luca Pellegrini, sarà titolare all’esordio. Kolarov non sarà nemmeno tra i convocati, oggi non camminava nemmeno". È stato chiaro e diretto il mister Eusebio Di Francesco in conferenza stampa. Dopo quelle manciate di minuti contro Frosinone e Viktoria Plzen, ma soprattutto dopo un precampionato vissuto con l'acceleratore abbassato, è arrivato il momento del terzino romano.

L'investitura ufficiale era arrivata poco più di una settimana fa, nella sfida contro i ciociari. Pellegrini entra, Kolarov viene spostato in mediana e si confeziona così un gol che è quasi una parabola tra presente e futuro, tra i veterani e le giovani leve. Assist del bambino, cannonata in porta del vecchietto. E delle parole, sussurrate all'orecchio: "Devi giocare sempre".

Stasera toccherà proprio a lui e sarà l'esordio da titolare in Serie A. "Le sensazioni all'esordio non si possono spiegare, sono tante emozioni che ti avvolgono e rivelano la persona che sei. Sono molto, moltissimo felice. So quanto ho lavorato per arrivarci".

Quanto ha lavorato, quanto ha faticato e quanto ha sofferto. Due infortuni letali nel giro di pochi mesi. Il legamento crociato a luglio 2017, 140 giorni ai box, poi al rientro frattura della rotula, per un altro calvario di quattro mesi. Luca Pellegrini non ha mai smesso di lavorare e di crederci. In fondo gli infortuni possono essere anche una fortuna. Fortificano, ti maturano, ti creano possibilità. Come quando giocava nella Tor Tre Teste, con mister Mastropietro. Aveva iniziato con le gare di nuoto, da cui ha preso il fisico piazzato e le spalle larghe, poi il pallone con la Cinecittà Bettini. Quando a Trigoria si sparge la voce di questo ragazzo, Luca Pellegrini gioca trequartista o esterno alto e nell'ultimo campionato ha messo a segno 30 gol. Bruno Conti e Roberto Muzzi organizzano una spedizione per osservarlo da vicino. Quel giorno però mancano molti suoi compagni di squadra, Luca viene spostato terzino sinistro. E crea il panico. I modelli sono Gareth Bale e Paolo Maldini, anche se lui dice di ispirarsi a Marcelo. Con le giovanili della Roma vince due scudetti, Giovanissimi e Allievi Nazionali, unico giallorosso insieme a Mirko Antonucci ad aver vinto due finali così con la stessa maglia.

In Primavera, a dire la verità, non gioca praticamente mai tra infortuni e convocazioni in prima. Ma è il destino dei forti, dei predestinati. Lo stesso che l'ha portato a rifiutare tutte le offerte arrivate da mezza Europa. In origine fu il Reading, poi l'AZ Alkmaar, il Monaco, il Manchester City, il Liverpool e il PSV Eindhoven, la Juventus e la Fiorentina. Luca Pellegrini ha detto sempre di no e, grazie alle manovre del suo procuratore, Raiola, è riuscito a strappare alla Roma un contratto a cifre record: 800.000€ a stagione fino al 2022.

E stasera, ad Empoli, arriva il momento di farsi vedere davvero.

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